La storia di Ravello

Sita a 350 metri sul livello del mare, è una solitaria e tranquilla cittadina adagiata sul contrafforte che divide la valle del Dragone da quella del Reginna, da cui si gode un panorama di incomparabile bellezza. Ravello sarebbe stata fondata, secondo un'antica cronaca amalfitana, nel VI sec. d.C. durante la II guerra gotica.
Tuttavia la prima notizia storicamente accertata risale al IX sec., quando appare soggetta ad Amalfi, alla quale si ribellò nell'XI sec. dandosi a Ruggero Normanno. Incorporata nel ducato di Amalfi, ne seguì le sorti condividendone la prosperità. Nel 1086 fu elevata a diocesi, unita nel 1603 a quella di Scala, soppressa nel 1804 e incorporata a quella di Amalfi. Durante il primo attacco dei Pisani ad Amalfi (6 agosto 1135), la sua resistenza permise a Ruggero Normanno di sopraggiungere e di sconfiggere gli invasori, che si vendicarono nel 1137 devastandola.
Il XIII sec. è il periodo della sua maggiore floridezza; testimonianza della ricchezza e dell'attività commerciale sono le numerose costruzioni civili e religiose, improntate allo stile arabo-siculo introdotto dalle ricche famiglie di mercanti. Per le sue vie, la delicatezza di squisite opere d'arte e l'incanto gioioso dei giardini è una delle maggiori attrattive della costiera amalfitana e stazione di soggiorno tra le più celebrate d'Italia, di recente dichiarata anche "città della musica".


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