ella valle baianese,
attraversata dalla borbonica strada delle Puglie, Avella custodisce gelosamente un
notevole patrimonio archeologico, fatto di monumenti, cippi e mosaici, un Anfiteatro
e un Acquedotto, quello di S. Paolino, di epoca romana.
'Anfiteatro Romano
di Avella
può essere considerato come uno dei più antichi della Campania. Fu costruito tra il I secolo
a.C. ed il II secolo d.C. nell'odierna località S. Paolino, nell'immediata periferia del paese.

ll'Arena si accedeva attraverso
due porte principali: la "Porta Triumphalis", orientata in direzione della città, e dal lato
opposto la "Porta Libitinensis", dalla quale venivano portati via i glodiatori morti in
combattimento. Una terza porta, ad ovest, era riservata ai giudici di gara. Il sito non è
custodito ed è ad accesso gratuito.
monumenti Funerari
furono
costruiti dall'età tardo-repubblicana fino al II secolo d.C.. A pianta inferiore quadrangolare
e parte superiore circolare o poligonale, terminante in cuspide, o sormontati da un'edicola, sono
un sito non custodito ad accesso gratuito.
irca le tecniche edilizie è prevalente
l'opus incertum con rivestimento in stucco. I monumenti appartenevano a famiglie dell'aristocrazia
locale, ai ceti dirigenti cittadini e al cosiddetto "ordo". Quelli meglio conservati sono in località
Casale.
l
Castello Normanno, anch'esso sito non
custodito ad accesso gratuito, è caratterizzato dalla sua posizione strategica, una collinetta che domina
la vallata sottostante e permette di godere del panorama fino al golfo di Napoli.

'
Antiquarium è una mostra permanente di
rinvenimenti del territorio avellano, ordinati ed esposti secondo un ordine cronologico che va dalla preistoria
fino al tardo impero. Insieme al materiale di recentissima scoperta, si espongono anche i risultati degli
ultimi interventi di tutela.
ra i siti architettonici, invece, di particolare
rilievo è la Chiesa di S. Pietro, del 1300. A tre navate, costruita sulle rovine di un palazzo gentilizio
romano, fu sede dell'antico vescovato di Avella che comprendeva, tra gli altri, le città di Baiano, Mugnano,
Sperone, Quadrelle, Sirignano, Roccarainola.
na cappella annessa custodisce un bell'altare
in marmo con colonne di colore verde antico e, alle spalle di questo, un sarcofago sul quale è incisa in
esametri latini una appassionata e bella iscrizione a Prenestina, consorte di Veio, che testimonia la fede
dell'autore nell'immortalità dell'anima.
i pari interesse è la
Chiesa di SS. Annunziata,
con annesso Convento dei Frati Minori. Edificata nel 1580, con soffitto a cassettone e
dipinti di Giuseppe Castellano, la Chiesa conserva gelosamente una "deposizione" in legno che si dice
copia del Rubens, un Sant'Antonio da Padova della scuola Salernitana e un bellissimo Crocifisso. Il suo
chiostro è sorretto da colonne monolitiche, alcune delle quali provengono da palazzi o monumenti
romani.
umerose altre Chiese contribuiscono ad
arricchire il patrimonio architettonico della città di Avella: tra queste ricordiamo la
Chiesa di San Romano, che conserva una tavola su fondo dorato del XV secolo e un quadro della Madonna di scuola
leonardesca, e la Chiesa dei Sette Preti, chiesetta situata nei pressi della Chiesa di S. Romano,
piccola e di squisita fattura.
ncora, va ricordato il
Palazzo Ducale Alvarez De Toledo, palazzo, oggi proprietà del Comune di Avella,
situato al centro del paese. Esempio di rara bellezza architettonica del XVI secolo,
con un bellissimo giardino vanvitelliano, il Palazzo appartenne agli Spinelli, ai Cattanei,
agli Orsini e ai Colonna. Conservato egregiamente fino alla morte del suo ultimo
proprietario, conte Alvaro Alvarez De Toledo, fu danneggiato dal sisma del 1980 ed
attualmente è chiuso al pubblico.
l Castello si erge
a nord della città, sulla vetta di una collina e, secondo la tradizione, sorge sulle rovine
di un antichissimo tempio pagano dedicato ad Ercole. Tra le sue rovine fu
rinvenuto, nel 1685, il "cippus abellanus" (circa 150 a.C.), iscrizione in lingua osca
recante la convenzione tra Abella e Nola inerente i terreni in mezzo a cui sorgeva un
comune tempio di Eracle, attualmente custodita presso il Seminario Vescovile di Nola.

a costruzione sorse ad opera
dei Longobardi nel VII secolo d.C.. Fu sede poi del Baroni di Avella, che appartenevano alla
dinastia dei Normanni, dei Del Balzo, degli Orsini e dei Doria del Carretto. Strutturalmente
si può dire che il Castello rappresenta un sunto di tutte le tecniche costruttive medioevali:
infatti, le torrette all'interno sono longobarde, quelle esterne normanne e il "Maschio" o
"Mastio" è svevo-angioino.
roseguendo sull'asse "Palazzo
Ducale-Castello medievale", la Collegiata di San Giovanni
- di stile vanvitelliano - è
caratterizzata dal campanile isolato, con il particolare castello campanario originario in legno.
croce latina, ad una sola
navata, la Collegiata fu costruita nel 1798 sulle rovine dell'antica basilica fondata da
Silverio nel sesto secolo d.C. e fu abbellita da papa Onorio e da San Gregorio.
ella sacrestia è custodita una
tavola di Cristo che versa sangue e su cui si legge l'iscrizione "Detius Tramontos facebat" (1581).
Al di sopra è posta la vetusta immagine del Crocifisso, tratta dalle rovine di un tempio
pagano che, secondo la tradizione popolare, sorgeva sulla vetta accanto al Castello. Di
notevole valore sono le acquasantiere datate 1501, probabilmente resti dell'antica
basilica fondata da San Silverio.
nfine, meritevole di essere segnalata è anche
la Grotta di San Michele, un sito non custodito ad accesso gratuito costituito da una Chiesa rupestre ricavata in una
grande grotta naturale ricca di numerosi affreschi, a spunto religioso, di influsso bizantino (XI e XIV secolo).
Sita in montagna in un'ampia grotta di origine carsica, è nota per le suggestive e spettacolari cerimonie che
vi si svolgono durante la notte di Natale.
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er prima cosa va segnalato che, a tutela delle bellezze
naturali tipiche della zona, si sta istituendo il "Parco del Partenio" comprendente i territori dei Comuni di Avella,
Sperone, Baiano, Sirignano, Quadrelle, Mugnano del Cardinale, Monteforte, Mercogliano, Ospedaletto,
Summonte, Sant'Angelo, Pietrastornina, Roccabascerana, Pannarano, San Martino Valle Caudina,
Cervinara.
a realizzazione del Parco si prefigge di tutelare il territorio
e le sue componenti, di agevolare la fruizione delle risorse e la loro valorizzazione per mezzo di attività a carattere
scientifico, didattico, turistico e ricreativo. Tra le risorse ambientali di Avella si ricordano:
- il "Bosco del Ciglio",
alla località Ciglio, con una superficie di circa 50 ettari e accesso mediante la strada sterrata Castellone a circa 12 km
dall'abitato;
- la "Forestella", bosco sito nella località omonima e comprendente un'intera collinetta di circa 60 ettari con
accesso dalla strada per Campopiano, a circa 2 km dall'abitato;
- il "Bosco di Pianura", un faggeto di circa 50 ettari ad una
altitudine di 800 m s.l.m. sito nella località omonima, con accesso dalla strada asfaltata Panoramica, a circa 12 km dall'abitato;
- "Salmola", distesa di conifere e latifoglie, rocciosa e soleggiata, che si estende, a circa 600 m s.l.m., su una superficie di circa 10 ettari con
accesso tramite la strada Patricciano, a circa 6 km dall'abitato;
- "Cognulo", una superficie rocciosa ed assolata di circa 6 ettari di conifere e latifoglie, sita a 600 m s.l.m. sita nella località omonima e raggiungi dalla
strada asfaltata Panoramica, a 5 km dall'abitato;
- "Cerreto Serra-Palumbo", un castagneto da frutto, ideale per funghi, sito nella località omonima, con superficie di circa 15 ettari e raggiungibile dalla strada Perticati-Cucciarda,
a 7 km dall'abitato;
- "Pineta", area per pic-nic e giochi, di circa 3 ettari con accesso dalla omonima strada a circa 1,5 km
dall'abitato e situata nella località Fusaro.
l patrimonio naturale di Avella è, però, fatto anche di singolari
grotte naturali come la "Grotta di Camerelle", di origine carsica, sita in località Pianura e alla quale vi si accede
tramite la strada Panoramica. Suggestive sono, infatti, le formazioni stalattitiche e stalagmitiche che offre ai visitatori.
ltre splendide grotte sono presenti in zona, come la "Grotta degli
Sportiglioni", così chiamata per la presenza di numerosi pipistrelli, situata in località S. Egidio e raggiungibile dalla
strada Rustineta, il cui ingresso non è regolamentato e vi si accede con notevole difficoltà, o ancora la
"Grotta di San Michele Arcangelo", in località San Michele, grotta di origine carsica adibita a chiesa rupestre
da monaci eremiti e, così, ricca di affreschi di influsso bizantino.
er quanto concerne i corsi d'acqua, bisogna citare
il "Clanio", un torrente stagionale, a carattere torrentizio, che costeggia la strada
Rustineta e attraversa il centro abitato.

er finire occorre menzionare la "Cascata di
Acquapendente", situata in località Malepasso. Vi si accede dalla via "Rustineta" ed è molto suggestiva
perché incassata in un'alta rupe con una fitta vegetazione.
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