rcolano è conosciuta nel mondo per gli Scavi archeologici dell'antica Hercolaneum, distrutta dalla
eruzione del Vesuvio del 79 d.C.. Posta su un basso promontorio del Vesuvio, circoscritta dalle insolcature di due corsi torrentizi (oggi colmati), Ercolano era una piccola città di
transito lungo la via litoranea che da Napoli conduceva verso il sud della penisola, con un piccolo porto dedicato alla pesca. Destinata ad un limitato sviluppo demografico, la stupenda veduta del golfo di
Napoli che qui si gode, ben presto richiamò nei sobborghi di Ercolano numerosi patrizi romani e campani che vi costrirono ville, scegliendola come luogo di villeggiatura immerso nel verde.
icoperta da una alluvione fangosa proveniente dalle pendici del Vesuvio che, solidificandosi ed acquistando
compatezza tufacea, ha costituito per secoli la migliore difesa del sito, l'antica Hercolaneum ha rivisto la
luce con gli scavi che iniziarono nel 1709, mentre dal 1738 al 1765 furono condotte esplorazioni sistematiche
per ordine di re Carlo III di Borbone. Lo scavo all'aperto di tutta l'aria iniziò solo nel 1927 ad opera di
Amedeo Maiuri (per informazioni tel. 081.7390963).
ivisa, secondo i canoni dell'urbanistica greca, in cinque quartieri regolati da tre arterie principali che corrono da ovest ad est (decumani), Ercolano presenta tipi di abitazioni assai vari, che il
torrente di fango che irruppe sulla città ricoprì riempiendo ogni minimo spazio. Mentre le strade seguono la naturale inclinazione del terreno, gli edifici si dispongono su terrazzamenti naturali ed artificiali in modo da collegare con gradini, rampe e scale i vari quartieri
fino alla sommità del promontorio dove le più belle case si dispongono a corona lungo il bastione delle mura.
a particolare emozione che provoca la visita degli Scavi di Ercolano è dovuta in gran parte agli oggetti in legno che, a differenza di
Pompei, non furono bruciati e sono qui conservati come dentro una corazza protettiva: strutture dei tetti, travi, scale, porte e tramezzi che testimoniano la repentinià e la cruenza del cataclisma.

asseggiando tra le rovine, ci si immerge in una nuova dimensione: lo stato di conservazione è tale da procurare la suggestiva sensazione di aver
fatto un salto indietro nel tempo, nei giorni in cui tra quelle vie, in quelle botteghe, in quelle case vi era vita. Tutto sembra essere rimasto come prima, quasi intatta è anche la Casa del mosaico,
una splendida casa completata da una bottega e dal suo banco che dava sulla strada, il cui ninfeo è ornato da un mosaico che raffigura Nettuno e Anfitrite.

a segnalato, infine, che l'antica Ercolano colpisce per il decoro del suo abitato e per la grandiosità e ricchezza dei suoi monumenti, tra i quali si segnalano le Terme
risalenti all'epoca di Augusto, modeste di estensione ma conservate benissimo. La loro pianta, di una notevole logica distributiva, permette di visitare la sezione maschile con la palestra, gli spogliatoi, il frigidario dalla volta ornata
di affreschi, il tepidario ed il calidario. Nella sezione femminile si vedono in successione le sale d'attesa, l'apodyterium, spogliatoio con un
mosaico che rappresenta Tritone, il tepidario con un pavimento musivo che evoca un labirinto, ed, infine, il calidario.
l sito architettonico più significativo è il Santuario di S. Maria a Pugliano, il santuario mariano
più antico della zona vesuviana, già famoso nell'anno 1000. Il nome Pugliano deriva dal proprietario del fondo
ove fu costruito il primitivo oratorio: Pollius.
i notevole interesse architettonico sono anche le Ville Vesuviane del Miglio d'Oro, databili 1700.
Tra le tante ricordiamo la Villa Campolieto, un tempo residenza dei Duchi di Casacalenda. Nel 1977 la
Villa è stata acquistata dall'Ente Ville Vesuviane ed è luogo di convegni e meetings internazionali, di manifestazioni
teatrali e di concerti di grande valore artistico e culturale (per informazioni tel. 081.7322134).

illa Favorita fu costruita dalla famiglia Barretta ed in seguito fu comprata dal Principe di Aci e Campofiorito
che la regalò al re Ferdinando IV di Borbone. Assunse il nome di Favorita perchè la residenza ricordava alla moglie di
Ferdinando, Maria Carolina d'Austria, la villa favorita di Schonbrun.
illa Ruggiero sorge in uno dei luoghi più suggestivi di via dei Pini d'Arena, e fu costruita dal barone Enrico Petti
nella prima metà del Settecento. Nel 1863 fu acquistata dalla famiglia Ruggiero: il piano nobile della struttura sarà sede della
Biblioteca Comunale (per informazioni tel. 081.7881259).
ll'angolo della antica via Cecere, una zona di grande interesse archeologico ed artistico, sorge Villa dei Principi di Granito di
Belmonte o Villa Signorini. La struttura è munita di ampi saloni per convegni, meetings, cerimonie e nei suoi giardini si
svolgono spesso manifestazioni canore e teatrali (per informazioni tel. 081.7776423).
nfine, va ricordato il Palazzo di Città, villa neoclassica di proprietà dei Padri Barnabiti acquistata nel 1870 dagli antichi
amministratori della città per disporre di una più decorosa casa comunale. La Villa ha una bellissima sala consiliare in stile pompeiano
e un parco adibito a Villa Comunale.
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